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PROPOSTA POGETTUALE:

CONVEGNO DELL’IPF

PER COMUNI INTERESSATI

 

 

TEMA - La famiglia ed i servizi sociali

(“Centro servizi sociali del volontariato I.P.F.”)

 

Lo Stato ha affidato agli Enti territoriali la gestione dei servizi sociali primari ed i comuni ne sono i diretti e i più immediati esecutori.

 Oltre alla Pubblica Amministrazione, oggi anche le associazioni assistenziali e di volontariato forniscono servizi sociali; ma, mentre lo Stato e gli enti territoriali aspettano le domande dei bisognosi (e di questi ultimi solo alcuni sono a conoscenza dei servizi e delle procedure burocratiche per usufruirne), il volontariato e le associazioni assistenziali cercano il bisognoso ed affrontano le sue esigenze all’interno delle circostanze in cui sorgono.

 Va considerato, inoltre, che i servizi sociali della P.A., sebbene siano ben attrezzati e capaci di ogni tipo d’intervento, nei fatti si dimostrano distanti ed a volte irraggiungibili dal cittadino indigente, considerata la cortina di invisibilità determinata da una burocrazia che, in molte amministrazioni della Repubblica, sarebbe auspicabile trovasse una dimensione più umana e proficua ai suoi scopi costituzionali.

 Il volontariato e le associazioni assistenziali, come già detto, pur vivendo nella carenza di mezzi idonei ad affrontare i loro scopi organizzativi, si mostrano capaci di raggiungere senza difficoltà le necessità dei meno abbienti e diventano per questo degli intermediari con la P.A. .

 Da questa breve riflessione sorge la conseguente necessità di dover integrare i due soggetti (P.A. e volontariato) deputati ai servizi sociali, al fine di raggiungere e risolvere proficuamente le necessità dei bisognosi; tramite tali servizi, infatti, si possono individuare e raccogliere le istanze dei singoli e delle famiglie, onde rappresentarle alla P.A., che può, mediante i suoi mezzi e strutture, intervenire laddove il volontariato e le associazioni assistenziali non riescono ad operare.

 Integrazione, dunque, è la parola chiave per una ottimalizzazione dei servizi, nei quali le organizzazioni assistenziali e di volontariato devono:

1.                diventare i veri intermediari tra le esigenze dei bisognosi e le strutture sociali della P.A.;

2.                cercare gli indigenti, valutare il loro stato e stabilire quali siano le strutture della P.A. alle quali rappresentare e riferire i problemi;

3.                curare che la P.A. si impegni correttamente verso i bisognosi e giunga alla soluzione dei problemi rappresentati;

4.                impegnare i volontari alla ricerca ed alla produzione di beni e servizi per alleviare le sofferenze degli individui meno protetti;

5.                impegnarsi per la realizzazione di progetti idonei a rendere i bisognosi autosufficienti ed in grado di provvedere per sé e per i propri familiari;

6.                assumere le responsabilità proprie degli operatori sociali fino a garantire anche l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

 

Il convegno si propone di individuare, analizzare e sviluppare le tematiche sopra indicate, allo scopo di formare uno studio capace di fornire una visione globale in grado di indirizzare progetti comuni, condivisibili ed utili alle fasce sociali di riferimento.

 

Il nostro obiettivo finale, quello che va oltre il convegno, è volto a creare un “Centro servizi sociali del volontariato I.P.F.” capace di operare su un territorio composto da uno o più comuni, che a tal fine si consorziano.

 L’I.P.F. (Istituto per la famiglia), nel corso della sua attività di assistenza ai bisognosi ed alle famiglie meno abbienti, ha ottenuto i riconoscimenti di:

1.               organizzazione di volontariato ai sensi della legge 266/91;

2.               associazione di protezione civile (Iscritta albo nazionale Pres. Cons. Ministri);

3.               gode dei benefici delle Onlus

4.               affiliata alla L.A.E. può aprire:

a.   circoli ricreativi

b.   circoli sportivi

c.    circoli culturali

d.   spacci consumo (sensi legge 287/1997);

5.               affiliata all’università popolare, è titolata ad aprire corsi di formazione con la Regione e privati (l’affiliazione permette l’apertura di sezioni dell’Univ.pop. in ogni regione);

6.               affiliata al movimento sociopopolare “Pace”, è abilitata ad aprire sezioni per la gestione di

a.   patronato e

b.   caf

 

Le possibilità operative dell’Istituto per la famiglia, applicate su un territorio specifico, possono diventare il supporto operativo concreto ed efficace per i comuni ed in special modo per gli assessorati impegnati nei servizi sociali.

 

Se il progetto presentato ha ottenuto una favorevole valutazione, vi invitiamo a segnalarci la eventuale disponibilità ad un convegno dove potranno essere esposte, tramite un delegato dall’Amministrazione, le vostre richieste e prospettive ritenute utili i temi trattati.

 

Per gli incontri che seguiranno si propone la formazione di un’apposita commissione, composta da rappresentanti del o dei comuni e dell’IPF, per chiarire ogni aspetto dei progetti possibili ed in particolare di quello concernente la costituzione di un “Centro servizi sociali del volontariato I.P.F.” nonché il compito preliminare di organizzare il convegno.

 

Istituto Per la Famiglia - onlus - Via Scacchieri, 5 loc. Gallico 89135 REGGIO CALABRIA

tel.+39 0965 373001 - fax +39 0965 1870177 -- +39 0965 371373 , email: ipfonlus@tin.it